Termina il Mondiale 2011 con la grande affermazione dello strapotere di Uka Uka, la conferma del mito di Full Trottle e l’avvento di una nuova generazione di campioni, Embarr.
Il Campionato texano, seppur funestato dalla massiva defezione americana, ha offerto belle regate per le due flotte coinvolte. Il livello tra la prima metà della flotta e il gruppo B era abissale, come è giusto che sia, ma visto l’esiguo numero di partecipanti, è apparso esagerato.
Il campo di regata di Corpus e le condizioni di vento sono apparse perfette per il Melges, con esclusione della costante onda, definita precedentemente a “pettine” per periodo e aspetto verticale. Poter contare su simili condizioni d’aria ogni giorno è una risorsa impagabile.
L’organizzazione a mare ha lavorato molto bene. Il comandante delle operazioni, preparato ed esperto conoscitore della baia, ha diretto ottimamente i volontari coinvolti sul campo di regata. In 12 prove nessuna bandiera nera e due richiami generali, un record da ricordare a tanti presidenti di comitato italiani.
A terra il Club, a prescindere dalla generosa struttura che ha permesso attività sociali post-regata, è stato particolarmente apprezzato per quanto il personale coinvolto nell’evento ha saputo trasmettere ai partecipanti. Servizi e prodotti non stellari ma offerti con lo spirito giusto. L’atmosfera amichevole “imposta” da Terry & Co. ha creato ottimi momenti di socialità ed ha sicuramente contribuito a mantenere un comportamento corretto anche in acqua. Tra proteste, richieste di riparazione e riapertura, la giuria è arrivata ad un totale di 5, il nulla.
Brian Porter, timoniere di Full Trottle, nel corso della premiazione di ieri sera, ha commosso la platea quando rivolgendosi ai ragazzi di Santini li ha più volte ringraziati per lo spettacolo offerto e per il piacere provato nel competere contro velisti tanto preparati. Non era una frase di circostanza, ma la consapevolezza, da sportivo vero, che il risultato sia secondario al confronto con l’avversario.
Ora, anche se pare lontano, siamo già nel Mondiale 2012, il nostro, quello fondamentale per riportare il Melges24 fuori dalla zona di bonaccia dove crisi economica e scelte infelici lo hanno bloccato.
Terminano le Cronace di Corpus, un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno seguito questa corrispondenza.
La giornata di ieri è stata davvero bella per condizioni, colpi di scena e scambi di posizione.
Nella nona prova Uka Uka è primo per la sesta volta, difficile commentare la regolarità del gruppo Santini senza finire nelle solite ripetizioni.
Ma è la seconda regata, decima della serie, quella che entusiasma fin dall’inizio. La partenza rovinosa di Wilmot che aggancia l’ancoraggio del Pin e l’OCS di Cutler sembrano segnalare ai presenti che non sarà una regata noiosa. Simoneschi crede nella sinistra e tira un gran dritto fin poco sotto la layline, Bressani poco dopo una non brillante partenza parte a destra seguito da Favini mentre Racchelli fa parte del gruppo che da subito ha scelto la destra del campo. Alla prima boa di bolina il Riccardo è primo seguito da FullTrottle e Uka Uka. Al cancello di poppa fondamentalmente l’unica “novità” è veder comparire il Cutler che da ocs gira attorno alla sesta posizione. Presi dalla foga della rimonta ruotano ad una spanna dalla boa, cazzano a ferro, si lanciano a schiacciare e scarrocciano sottovento 2 miglia. Termina la bolina e la barca Bermudiana gira prima davanti al Simoneschi, Uka Uka è quarto. Blu Mon gira l’offset settimo/ottavo, Ivaldi ha ben chiaro cosa sta succedendo sul campo e stramba immediatamente mentre il gruppo di testa corre verso destra. Dopo qualche centinaio di metri Cutler si sgancia e stramba verso sinistra.
La destra non premia e sulla linea di arrivo si rimischiano le carte. Cutler mantiene la prima posizione, il secondo posto è vinto da Bora Gulari che se lo contende con Favini a colpi di reni sulla linea, Bressani limita la perdita, quinto classificato, strambando verso sinistra prima di Simoneschi che taglia ottavo.
La giornata di oggi dovrebbe essere assai simile per quanto riguarda le condizioni meteo. All’approssimarsi dell’ultimo arrivo di questo Campionato Mondiale gli equipaggi in odore di podio sono già partiti su scelte estreme, niente di conservativo e prudente, ciò che importa è vincere.
Penultimo giorno di Mondiale.
Le cose vanno benissimo e malissimo.
Uka Uka dimostra nuovamente la propria potenza ma il resto della flotta italiana arranca piazzando qualche zampata qua e là. Irriconoscibili.
E’ chiaro che tre/quattro clienti sono bravi e preparati ma alla fine il livello di questo mondiale non è stellare e molto simile a quanto offerto da qualsiasi tappa del circuito Volvo Cup delle passate stagioni.
Oggi il vento sul campo potrebbe essere più instabile ed offrire possibilità di riscatto. A tre ore dal segnale di avviso pare saltellare da 100 e 120 gradi e già steso sui 16/18 nodi. La visibilità è decisamente ridotta rispetto ai giorni scorsi. Probabili pioggerelle nel pomeriggio, quanto basta per togliere il sale accumulato prendendo schiaffi dall’ondina a “pettine”.
Sono le cinque del mattino ed il rumore dell’onda sulla barriera frangiflutti che protegge il Corpus Christi Marina è potente. Per tutta la notte più di 20 nodi d’aria sud/sud-est hanno continuato a scaricare energia sui 4 metri d’acqua della baia. Vedremo cosa sarà l’onda tra qualche ora; normalmente verticale e troppo frequente, dovrebbe essere sensibilmente aumentata in altezza. Tanto lavoro per i timonieri.
Ora l’intensità pare ridotta, forse 12/13 nodi, ma durante la mattina tornerà ad aumentare, probabilmente troveremo i soliti 16/18 quando alle 11:00 locali partirà la prova 7.
Il terzo giorno ha regalato belle regate con qualche salto di direzione inaspettato che ha premiato il fiuto ed in qualche caso le scelte coraggiose.
Alla partenza FullTrottle tutto a sinistra, la Lane e subito sopra Ruffo in controllo. Poche centinaia di metri e Uka Uka vira su uno scarso buttandosi con decisione a destra.
A fine giornata Santini & Co. piazzano due primi posti volando come nessuno, Blu Moon si riprende e torna quello che conosciamo in una bella seconda prova di giornata, Altea e Audi si parcheggiano su piazzamenti a due cifre.
Wilmot, anche se visti i numeri da circo che regalano ai fotografi ogni giorno, a bordo probabilmente tifano per gli Italiani, è una macchina da vela.
La Lane non molla, teleguidata da Charlie Mackee e coadiuvata da un gruppo di ragazzi in cerca di gloria.
Il Porter è abile per quanto è alto.
La sesta prova è fatta e lo scarto entra in pista.
Ora, altre sei partenze, 12 boline e 12 poppe da interpretare senza esitazione.
Alle 7 di mattina l’aria è già stesa da circa 145 gradi, 10/12 nodi, e data l’onda presente sulla baia di Corpus Christi, non ha mai smesso di spingere durante la notte.
Sarà una giornata di aria stabile di direzione con un sensibile incremento in intensità nel pomeriggio.
Ieri giornata quasi perfetta, con un Uka Uka a giocarsela tutto il tempo con FullTrottle.
Italiani tutti nei primi 10, ma questo non fa notizia, mentre uno dei missili del primo giorno, la norvegese Full Medal Jacket, scivola al tredicesimo posto dopo una squalifica seguita ad un problema di pompaggio.
I giapponesi al decimo posto, primi dei Coritnhians, ricordano molto Tonu & Co., questi in barca ci sono già stati.
Che dire di Kristen Lane su USA-812 ? Fortunatamente qualcosa la sbagliano…… la ragazzina è molto carica e i ragazzi a bordo non la vogliono deludere. Occhio alla penna.
In miglia, nodi o metri al secondo, ciò che importa è averne. Come previsto, ecco una giornata da Melges, aria tesa con qualche sensibile zona di maggiore pressione che ha spesso mischiato le carte.
Uka Uka sta uscendo fuori dal gruppo e si attesta dopo quattro prove in vetta alla classifica provvisoria. Oggi i ragazzi di Santini hanno lavorato come al solito ed il risultato è arrivato puntuale. Blu Moon insegue a 11 punti, bene ma non abbastanza, guardandoli in bolina la sensazione é che la barca non sia a punto per queste condizioni. Altea, di Andrea Racchelli, terza a parimerito con Blu Moon, è parsa veloce sin da ieri. Evitando “incartamenti” vari potrà sicuramente crescere ancora in classifica. Al nono posto, dopo quattro prove, Audi di Riccardo Simoneschi. Andamento altanenante ma Gabriele Benussi alla tattica ha sempre il fegato di scegliere senza esitazioni.
Per domani si prevedono 18/20 nodi, prima partenza riportata alle 11:00 per evitare possibili aumenti di vento nel pomeriggio.
Oggi tutto dovrebbe essere stabile e corretto. La prima prova corsa ieri poteva essere facilmente posticipata in attesa della rotazione che anche il bollettino meteo del Golf segnalava nel pomeriggio. La scelta ricordava le partenze date sul Garda alle 11 di mattina. Anyway, la seconda viene corsa con vento ancora in rotazione a destra e tanti si ritrovano ingabbiati in mezzo a imbarcazioni che navigano come palline in un flipper. I nostri sono veloci ma le incertezze sono tante e ricordano il primo giorno in Annapolis 2009 quando tutto il gruppo fece fatica ad entrare in partita dall’inizio e Larson prese il largo. Questa volta il lentigginoso non c’è però al suo posto troviamo qualche personaggio che sembra essere decisamente pericoloso.
Sulla barca norvegese Eivind Melleby, starista da anni, sembra avere pochi dubbi. Sulla barca Irlandese con a bordo Nathan Wilmot, oro nel 470 in Cina, bravo e simpatico. Poi c’è USA-812 con una scatenata Kristen Lane coadiuvata alla tattica da un mito della nobile arte della lettura dell’acqua, Charlie McKee, già tattico di Oneworld ecc. ecc….
Oggi avremo aria relativamente stabile tra i 15 ed i 20 nodi da Est/Sud Est, il primo segnale di avviso tra 5 ore, questa volta alle 13:00 ora del Texas per evitare l’instabilità mattutina.
Per ora il vento manca. La simpatica annunciatrice di Canale 3 da un paio di ore ripete che la giornata sarà caratterizzata da brezza tra gli 8 ed i 12 nodi, direzione NE / E, e visto l’interesse maniacale dei canali televisi americani nell’informazione legata al meteo, meglio crederle. Da domani dovrebbe entrare aria vera, per oggi si gioca sull’incerto.
Le due prove di pre-mondiale di ieri hanno chiarito la situazione ai tanti che continuavano a chiedersi chi avrebbe avuto possibilità di tornare a casa con il titolo mondiale in tasca.
Nella vela tutto può accadere ma i passaggi in bolina di Uka Uka, Blu Moon, Altea e Full Trottle ricordano il “profumo del napalm la mattina”.
Il maggior problema dei top team sarà riuscire ad evitare possibili blocchi da parte dei concorrenti di fascia B.
Anche le differenze di preparazione tra i top 10 ed il resto della flotta sembrano Mondiali.
Sono le 5 di mattina e non accenna ad albeggiare, in compenso il vento non manca.
Da una stima a “spanna”, interpretando bandiere e palme, 15/18 nodi ci sono tutti. Un buon inizio dopo la giornata incerta offerta ieri dal meteo texano.
Rientrati al Club dopo l’unica prova disputata, molti dei concorrenti hanno partecipato ad un’interessante “chiacchierata tecnica” con Federico Michetti ed il due volte campione del mondo Vince Brun. Il propedeutico, a qualsiasi livello, non fa mai male.
Ogni volta che si domanda agli indigeni se le condizioni di vento sono normali, la risposta che segue è sempre: non è mai così !
A Corpus Christi le condizioni di brezza saltellante ed instabile in intensità ha prodotto l’odiata domanda ed il copione è stato rispettato. A differenza di situazioni vissute in precedenza, in questo caso dobbiamo crederci. Questa baia più simile ad un bacino interno, che offre una skyline del tutto particolare dagli alti edifici del centro turistico, agli infiniti campi eolici, alle foreste di torri e strutture industriali delle innumerevoli raffinerie, sembra essere conosciuta e temuta da tanti per via del vento teso e dell’onda ripida e corta che la caratterizza.
Vedremo domani quindi, seconda ed ultima giornata di pre-mondiali, avviso alle 11:00.
Le sette ore di differenza tra Texas ed Italia non aiutano. Mentre a Corpus Christi sono le 7 di mattina e lentamente l’attività umana riprende, nel bel paese si passa a dessert e caffè.
La giornata sembra presagire il miglioramento previsto dopo il treno di temporali che ha imperversato su tutta l’area i giorni scorsi. Il persistere dell’area temporalesca su Houston ha provocato cancellazioni e ritardi nei voli diretti a Corpus. La situazione non è ancora stabile ma entro il fine settimana gli allegri cumulo-nembi ad incudine dovrebbero scegliere stati diversi.
Quest’oggi proseguiranno i controlli di stazza, marcatura delle vele, iscrizioni e le ormai familiari interviste a caccia di astuti professionisti camuffati da ingenui sportivi della domenica. Visto il numero più che esiguo di equipaggi Corinthians ed il livello degli stessi vale la regola del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: bene trovare tutti in regola, tempo perso per nulla.
Da oggi si comincia con i pre-worlds, il primo segnale di avviso è previsto per le 11:00.
Quanti saranno i concorrenti ? E’ ancora un mistero. I teorici partecipanti sarebbero 32 ma la parola forse è d’obbligo.
Dopo una lunga sosta, dovuta alla scarsa attività di associati e curiosi del Melges 24, il blog della Classe Italiana Melges24 torna in attività nella speranza che la voglia di comunicare tra appassionati del nostro barchino superi l’interesse monocorda dei tanti dediti allo sterile gossip polemico a cui altri media ci hanno da tempo abituati.
Chi desiderasse pubblicare i propri scritti su questo blog, oltre a quanto permesso sotto forma di commenti ai post, può prendere contatto con la segreteria di Classe per concordarne i dettagli.
Il Melges Fans Club cresce in Sardegna ed un gruppo di appassionati della terza etá controlla con cura l’assemblaggio del Village.

Come da programma inizia la costruzione del Melges Village in quel di Alghero. Sono già 43 le imbarcazioni pre-inscritte e non occorre leggere i fondi del caffé per capire che sará un gran Campionato.

Al termine della presentazione ufficiale la Classe Internazionale approva la candidatura italiana. Alghero sarà la sede del Campionato Mondiale 2012.

In una piovosa “britannica” giornata ha inizio la riunione. Sono presenti i rappresentanti di Germania, Finladia, Austria, Norvegia, Italia e Usa. Tra poco la discussione “tecnica”…….

Al di là dei commenti riguardanti il Mondiale sarebbe auspicabile per tutti, produttori compresi, meditare sul destino del Melges. Un campionato con 51 barche di cui 14 straniere nel paese che ne possiede più di 400 è un chiaro segnale che qualcosa da questa parte dell’Atlantico non sta funzionando. Si aggiunge a ciò la situazione organizzativa/logistica generata da una gestione approssimativa e distratta.
Bravi e Cattivi:
Chris Larson: velocità e tranquillità, suona senza stonature tutta la settimana e merita il podio.
Italiani: hanno dimostrato grande velocità, grande organizzazione e grande incostanza. Consapevoli dell’altissimo livello raggiunto hanno forse perso la concentrazione necessaria. Bravi tutti, peccato che la quinta sia stata ingranata a colpi.
NOR 804: grande rivelazione. Li vedremo forse nel circuito Volvo, salvo impegni del timoniere starista.

Campo di regata: al pari di una pista da discesa libera disseminata di praticelli di margherite. Brezza ridicola distribuita a chiazze e corrente consistente, tutto ciò che si dovrebbe evitare in un Mondiale.
Comitato di Regata: sarà lo standard in USA ? Dato che “Luigi” ha passaporto dell’Unione voglio sperare ci si trovi difronte ad un’anomalia. Ideale per la “Regata del Gavettone” di Cervia.
Giuria: ancora una volta la Classe forza un sistema di controllo sbagliato che in mano a un gruppo non adatto all’evento rischia di danneggiare i concorrenti. Per fortuna che tra stati di cecità temporanei e paura di decidere gli interventi sono limitati.
Organizzazione: brava gente, tanto impegno ma un mondiale è un’altra cosa.
Melges24: una gran barca che deve essere protetta. Miscele di errori, dalla scelta della location, al periodo, all’aspetto organizzativo ecc. rischiano di offuscare il successo del più bel monotipo del pianeta.
Passo e chiudo.
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