Annapolis, the Day after: Considerazioni
Al di là dei commenti riguardanti il Mondiale sarebbe auspicabile per tutti, produttori compresi, meditare sul destino del Melges. Un campionato con 51 barche di cui 14 straniere nel paese che ne possiede più di 400 è un chiaro segnale che qualcosa da questa parte dell’Atlantico non sta funzionando. Si aggiunge a ciò la situazione organizzativa/logistica generata da una gestione approssimativa e distratta.
Bravi e Cattivi:
Chris Larson: velocità e tranquillità, suona senza stonature tutta la settimana e merita il podio.
Italiani: hanno dimostrato grande velocità, grande organizzazione e grande incostanza. Consapevoli dell’altissimo livello raggiunto hanno forse perso la concentrazione necessaria. Bravi tutti, peccato che la quinta sia stata ingranata a colpi.
NOR 804: grande rivelazione. Li vedremo forse nel circuito Volvo, salvo impegni del timoniere starista.

Campo di regata: al pari di una pista da discesa libera disseminata di praticelli di margherite. Brezza ridicola distribuita a chiazze e corrente consistente, tutto ciò che si dovrebbe evitare in un Mondiale.
Comitato di Regata: sarà lo standard in USA ? Dato che “Luigi” ha passaporto dell’Unione voglio sperare ci si trovi difronte ad un’anomalia. Ideale per la “Regata del Gavettone” di Cervia.
Giuria: ancora una volta la Classe forza un sistema di controllo sbagliato che in mano a un gruppo non adatto all’evento rischia di danneggiare i concorrenti. Per fortuna che tra stati di cecità temporanei e paura di decidere gli interventi sono limitati.
Organizzazione: brava gente, tanto impegno ma un mondiale è un’altra cosa.
Melges24: una gran barca che deve essere protetta. Miscele di errori, dalla scelta della location, al periodo, all’aspetto organizzativo ecc. rischiano di offuscare il successo del più bel monotipo del pianeta.
Passo e chiudo.
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